Vignettopoli by Edizioni Damiano

                                                               

 

 

 

 

 

   

 

 

 

UNA SENSITIVA MI DISSE... Intervista a Rosemary Laboragine sul caso REA e Scazzi

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Un giorno, una sensitiva mi disse…

 

si parlava dell’omicidio di Sarah Scazzi, delle sue visioni sulla vicenda e che le stesse,  dovevano sempre essere ripulite dai particolari inutili che creavano disturbo, affollavando l’evento che si presentava agli occhi della sua mente...

 

che ciò che rimaneva, alla fine, come in un puzzle, si sarebbe collocato al posto giusto...che solo gli sciocchi leggevano marginalmente le sue frasi, ma solo pochi, potevano comprendere i suoi messaggi seppur confusi  ma ricchi d’informazioni utili, che non dovevano essere sottovalutate.

Non possiamo dire che non avesse ragione questa piccola signora bionda di Montegrotto Terme ma ahimè!!!...di sensitivi, con le loro visioni ce ne sono davvero troppi, ne siamo stati sommersi fino all’inverosimile, ce ne sono così tanti, che anche l’appellativo cui facciamo riferimento per indicare Rosemary Laboragine, è diventato obsoleto e troppo abusato, improprio per lei. Questa signora è e rimane una donna particolarmente intuitiva che ha la capacità di risvegliare dentro di sé, canali inusuali per arrivare a conoscere ciò che a occhio nudo sfugge ai più! Un vero e proprio investigatore psichico.

Chi l’ha visto? Quarto Grado, La vita in diretta, Porta a Porta, Pomeriggio sul 2, Matrix, queste le trasmissioni televisive tra le più gettonate e che dall’oggi al domani, hanno inserito nelle loro scalette il mistero, il giallo, i fatti di cronaca nera, con il risultato di far appassionare la maggioranza degli italiani. Investigare, il partecipare alle indagini televisive, ha fatto salire gli share sui fatti di cronaca sapientemente affrontati da: psicologi, psichiatri, investigatori, scrittori, criminologi e …sensitivi e tutti, per arrivare alla comprensione di quel “raptus” che dall’oggi al domani, scatena vere e proprie tragedie. Difficile comprendere quell’impulso, che macchia i nostri teleschermi col sangue ma ancora più difficile riuscirne a individuare le cause che corrispondono allo scatenamento dello stesso, sebbene gli esperti ci abbiano già fatto sapere che il “raptus” è un termine improprio, ma intanto lo chiamiamo così!

In altri paesi, i medium, godono di maggiore considerazione, da noi, a piccoli passi, si stanno facendo strada i piĂą seri e credibili che, grazie alle loro rivelazioni, continuano a confermare un percorso investigativo nel reale, con i fatti.

Tornando alla sensitiva che più volte è stata oggetto di attenzioni da parte di stampa e televisioni per via delle rivelazioni che da qualche anno ci lasciano senza parola, per precisione e meticolosità di particolari riferiti e presi dalle sue visioni, vogliamo continuare a riferirci a lei come “investigatrice psichica” proprio per il suo appassionato indagare nel mondo dell’ignoto e i risultati da lei conseguiti.

Così, Michele Misseri, il reo confesso di un noir dalla peggiore trama, si arricchisce sempre di nuovi particolari aberranti e dopo sette mesi, il colpo di scena: esce dal carcere. Tutti davano per scontato che il crimine l’avesse commesso lui nei confronti della piccola Sarah, ora è tornato ad Avetrana, dove tutto cominciò. Nelle patrie galere, i protagonisti del delitto cambiano e Cosima Serrano, sorella della madre della vittima, è la nuova ospite con l’accusa che ha colpito la figlia Sabrina e il marito Michele prima di lei, omicidio.

«Ho fatto tutto io». Queste le farneticanti parole che il Misseri urla ai media. Ma la verità qual è? Questo si chiede la gente, sempre più confusa dai troppi avvicendamenti che hanno visto entrare e uscire dal carcere un’intera famiglia. Subito dopo la scarcerazione, il Misseri è prelevato dai medici del 118, per effetto di un’ordinanza del Sindaco di Avetrana, Mario De Marco, che ne dispone il ricovero per trattamento sanitario obbligatorio, visto lo stato di salute preoccupante e le dichiarazioni che esplicitavano il desiderio di togliersi la vita.

“Ciao N., ricordi che ti dissi a novembre che Michele Misseri avrebbe tentato il suicidio? Ora
leggo che ha intenzione di uccidersi sulla tomba ... di Sarah... e a mio "sentire" se non lo controllano...
lo farà … Rosemary”.

Rosemary Laboragine ci aveva detto anche questo, qualche mese fa, oltre al fatto che vedeva madre, padre e figlia autori di questa lunga vicenda noir sempre sotto i riflettori, questo accadeva il 2 settembre del 2010.

“Signora Laboragine, a oggi, cosa pensa lei di questa vicenda familiare così aggrovigliata?”

“Che sanno usare bene i media. Siamo in un tempo, dove chi sa comunicare, ha già mezza vittoria in tasca.”.

“Lei pensa che riusciranno a creare scompiglio fino a Farsi assolvere tutti?”

“Non dico questo, ma nemmeno il contrario. A mio sentire queste persone conoscono l’importanza che hanno giornali e televisioni. E li utilizzano.”

Un altro giallo entra prepotentemente nelle case della gente, per l’efferatezza con il quale è stato commesso: l’omicidio di Melania Carmela Rea. Giovane, bella, una figlia di appena diciotto mesi, un marito aitante e militare, una vita felice all’apparenza… Una tragedia che ha sconvolto un’altra famiglia. Sin dall’inizio le indagini han puntato l’attenzione su un marito bugiardo in modo disarmante. Una settimana dopo la scoperta del povero corpo di Melania, ecco che ancora la sensitiva raggiunge la nostra redazione con una lunga lettera, dove racconta la sua verità dettata dai suoi immediati flash sull’accaduto. A questo punto, preferiamo ascoltarla e fare il punto di tutte le visioni che riguardano i fatti più cruenti che la cronaca ci ha servito senza tanti complimenti, cominciando proprio dalla povera Melania.

“Signora Laboragine, lei ci ha scritto una settimana dopo l’accaduto, mostrando di entrare nel merito della vicenda con dovizia di particolari, seppur i suoi flash, rimangano solo ed esclusivamente il risultato di visioni e non vogliano essere lesivi per nessuno…Che cosa può dirci al riguardo?”

“La donna conosceva benissimo il suo “assassino”, tant’è che l’ha seguito senza timore. Non è mai stata al parco giochi… io vedo solo il luogo con la casina, dove l’hanno trovata. Due uomini e strategia per ucciderla.”

“Cosa ne pensa del Parolisi, unico indagato per la vicenda Rea? ”

“Che era l’unico che poteva seguire docilmente Melania.”

“Lei nei suoi flash ha visto quest’uomo?”

“Ne ho visti due di uomini, a mio sentire lui sa tutto su questa tragedia…purtroppo!”

“Quindi, quest’uomo potrebbe essere colpevole di aver ucciso la moglie? Che cosa potrebbe essere accaduto secondo lei?”

“La risposta l’ho già data, ma in questo giallo, le troppe bugie sono la chiave per capire tutto. Risolte tutte le bugie, risolto il delitto!”

“Significa che ce ne sono ancora tante da svelare?”

“Sì!”

“Diventerà un altro lungometraggio, come per i precedenti delitti di cui si è parlato?”

“Sì, non è ancora finita qui! La storia è più complessa ed ha bisogno di più tempo perché venga tutto a galla! Altre cose verranno fuori da questa tragedia e non belle!”

A questo punto, spostiamo la nostra attenzione sulla piccola e sfortunata ginnasta di Brembate di Sopra, Yara Gambirasio. Giorgio Sturlese, inviato del programma Quarto Grado, con la rivelazione

«L'assassino di Yara ha firmato il delitto e il movente è quello sessuale», ha in concreto confermato ciò che Rosemary Laboragine ci disse, all’indomani della sua scomparsa: movente sessuale e che due uomini erano implicati nella vicenda e il cantiere di Mapello sempre in primo piano. Sebbene, da subito ci facesse sapere che la piccola non sarebbe stata trovata viva, arricchendo con molti particolari le sue rivelazioni, ancora oggi, attendiamo che questi assassini siano presi.

“Signora Laboragine ma Yara?riusciremo finalmente a sapere chi l’ha uccisa?”

“Rimango ferma su quanto vi dissi…riusciranno a prendere chi è stato… ci vorrà ancora tempo, ma li prenderanno … la notizia ci stupirà.”

Troppe le storie di ordinaria follia cui assistiamo impotenti, forse, incapaci di accettare che quelle oscure forze del male che albergano in ognuno noi, potrebbero all’improvviso sprigionarsi e trasformarci in chi pensiamo, non potremmo mai diventare. Seguiamo lo svolgersi d’indagini allo scopo di esorcizzare con le tragedie degli altri, la nostra paura.

 

 


Ultimo aggiornamento ( Martedì 03 Gennaio 2012 00:20 )  
Author of this article: N.D

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