Costume & Società
Guerra, Drama, Sanremo e il “piccolo Proteo” nasce.
Il fascino dell’Asia, grazie ad una cinematografia che non teme più nulla, ha varcato tutti i confini del mondo, come tante altre cose. Le produzioni entrano entrano nelle case annoiate degli occidentali, che passano dalle commedie brillanti, ai drammi storici orientali, partite di tennis o manifestazioni canore, con naturalezza, assimilando il tutto come fosse del buon cibo.(?)
Le tante “piattaforme” che hanno reso ricchissimi i soliti “noti” onnipresenti su Forbes [n.d.r], non ne vogliono sapere di smetterla di stravolgere i cicli circadiani delle persone. Per chi non lo sapesse, stiamo parlando dei “ritmi” biologici, un’armonia interna, che se ben alimentata non disturba il vivere di nessuno. Il sonno, la temperatura corporea, la produzione di ormoni, la digestione, se disturbati, desincronizzano la nostra percezione di benessere, in primis l’alternanza tra luce-buio.
La nostra riconfigurazione è cominciata. Impercettibile, da tempo, si sta insinuando dentro di noi. Difatti, i fattori sociali che concorrono a mantenerci in salute, sono i pasti regolari, le attività quotidiane, la socializzazione, tutto è compromesse.
La dipendenza è l’allarme che suona e non sentiamo e le maratone TV, che tengono svegli la notte chiunque, davanti allo schermo di tablet, cellulare, PC, è sempre più giovane e numeroso, ‘effetto collaterale per eccellenza, è evidente ed incide negativamente nelle nostre vita. Ore piccole, buio e intontimenti vari, alzarsi già stanchi, scarso rendimento sul lavoro, è il segnale che non si dorme più bene e che il sonno non è più “rigeneratore”.

Le grandi piattaforme, devono vivere e presentare al pubblico, sempre nuovi prodotti per fidelizzarli. Devono sopravvivere alla concorrenza, sempre più spietata e incessante. Il risultato? Catturare i nostri cinque sensi. I continui ammiccamenti, blandiscono il pubblico e lo trasformano in Sloth Machine: si divertono, perdono soldi e li vincono. Plasmando le menti delle persone, ne riducono il libero arbitrio al minimo indispensabile. Assumiamo, senza rendercene conto a degli ameba, organismi unicellulari, che non disponendo di scheletro, possono cambiare forma. A causa del processo silente di immissione di dati, immagini, colori, informazioni, prodotto dalle App di intrattenimento, vengono sollecitati i falsi bisogni, che concorrono a ricostruire le nostre identità. Più si è giovani e più, si è in pericolo. Il piccolo Proteo sta nascendo. La gente è spremuta fino al midollo. L’edonismo di questo pazzo mondo che ci pervade, risucchia tutta la nostra vitalità, abituandoci al “niente”, modellato a “loro” immagine e somiglianza. Oramai, ci abituiamo a tutto, dalle canzonette alla morte in TV.
- VIA
- nicdam




Leave a comment