Costume & Società
LA DAMA GIOCA A SCACCHI

La regola spietata della storia ci ricorda che le società mostrano a lungo i segnali che precedono i disastri, impercettibili, inizialmente ma poi, sempre decisi e visibili. Le guerre esplodo in fretta. Basta una scintilla, una virgola fuori posto, in questo frenetico nostro comunicare, che niente più, può essere fermato, quando esplode. Il ciclo, che gli esperti leggono con prudenza, senza fare del catastrofismo, è di 100 anni.
Non è una legge ma la storia, che mostra un pattern inquietante: ogni 80–120 anni il mondo entra in una fase di collasso. La cadenza è nelle nostre teste, nella storia dell’uomo. La Dama pensa che gli Scacchi siano troppo seri. Gli Scacchi pensano che la Dama sia troppo libera. E intanto, mentre si insultano, nessuno dei due si accorge che stanno giocando la stessa partita: la guerra inutile di chi non ha più niente da dire, ma vuole comunque far rumore. E così la similitudine si compie: due giochi che non possono fondersi, ma che proprio per questo, quando si sfidano, raccontano la tensione eterna tra libertà e ordine, tra impulso e strategia, tra danza e disciplina. E mentre si sfidano, mentre si studiano, mentre si giudicano, non si accorgono di una verità semplice e brutale: sono identici. Stessa presunzione, stessa storia, stessa vanagloria. Cambiano le bandiere, non cambia la stupidità.
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