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CENT’ANNI DI CECITA’
Le società moderne hanno un rumore di fondo che non è mai davvero silenzio. È un crac, un tic, un cedimento lieve, quasi impercettibile. Li confondiamo con i rumori di assestamento degli edifici che abitiamo, lenti e inevitabili. La crosta terrestre, anche quella, concorre a distrarci dall’impercettibile movimento, a confondere con i suoi movimenti, la serenità delle persone. Ma non è ancora crollo, non è ancora disastro ma solo un debole scricchiolio che lentamente si insinua in una realtà complessa e caotica, si mescola con gli altri rumori più o meno forti e poi, silenzia e precede tutto. Solo un boato. Impossibile localizzarlo e prevenirlo, se non ci si mette d’impegno.
Una società fatalista, è malata, perché si nutre di frottole, illusioni e speranze e, quando vede i problemi, non reagisce, si lascia andare.
Le società sono lo specchio della vita della gente che le abita, ha serie difficoltà quando si tratta di curarsi, pagare medicine, tasse, mettere pranzo e cena a tavola, a trovare case in affitto, buone scuole per i propri figli.
Gli esperti, vedono in tutto questo, l’anticipo di tutte le grandi c crisi che portarono ad altrettanti conflitti mondiali. Il ciclo dei 100 anni tra le guerre più importanti e deleterie, che il mondo possa ricordare, sono sotto gli occhi di tutti.
Non è una legge, ma la storia che lo mostra- purtroppo in pochi la studiano-, il pattern inquietante e che deve far riflettere, al di là delle belle parole di chi sostiene il nulla a tutto tondo, che privilegia il “non fare” anziché il “darsi da fare”.
ogni 80–120 anni il mondo entra in una fase di collasso.
La cadenza del terrore è lì, sotto gli occhi di tutti: 1618 → 1700 → 1789 → 1914 → 2020‑2030
Il quesito sorge spontaneo, risolvetelo voi: A quali grandi guerre e cambiamenti epocali, si riferiscono queste date?
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