Costume & Società
SOCIETA’ NOIR
Le città non sono più le stesse, anche a porte chiuse, quando il disagio di chi le popola, avanza, diventa “rumore”. Le strade sembrano normali, le vetrine sono illuminate, la gente cammina come sempre. Eppure, sotto il rumore dei motori e dei passi, c’è un altro suono: uno scricchiolio lento, continuo, a cui non badiamo più ma diventa sempre più importante. Secondo gli Psicologi, che questo “rumore” lo sentono per primi, le persone lamentano qualcosa che non è tristezza, né paura e tantomeno rabbia ma la sensazione di avere dentro si sé, una nebbia che non nasce da nessun trauma ma da qualche parte arriva.
E’ ” depressione sociale”, il malessere di questa nostra caotica e super veloce società. Coglie tutti, prima o poi, all’improvviso ma non sappiamo dove ci porterà. Una strana perdita di equilibrio collettivo, il timore che da un momento all’altro, possa crollarci il mondo addosso. Ma il mondo è malato, proprio a causa di chi ci governa, che anziché fare gli interessi del “popolo”, continua a parare i fondelli agli oligarchi. Gli effetti collaterali, sono proprio una perdita di equilibrio o contatto con il mondo reale, di cui in pochi si accorgono. Se la gravità ci tiene con i piedi per terra ed evita che le cose del mondo, svolazzino nel cosmo, il malessere generato da una sensazione inspiegabile, riduce le speranze e i sogni, a poco a poco, aumenta le frustrazioni degli individui, famiglie che si sgretolano e delle quali nessuno si accorge del disagio, aumentano. La violenza è una reazione evidente, quando non si sa più cosa fare, gli atteggiamenti e i gesti di chi si nutre di luoghi comuni, fake, cellulari, videogiochi, mostra un sintomo: la depressione.
Ai potenti serve l’uomo bancomat, colui che si ciba, solo ed esclusivamente del cellulare. Il resto, rimane un contorno al pranzo settimanale che sopravvive ingegnosamente, ad una nuova tendenza, “il piatto unico”. La società noir, la stiamo abitando noi, i cittadini del mondo, con la consapevolezza di non avere altra via di scampo, non la vediamo. Imperativo adattarsi. Quando una società non ascolta il proprio malessere, sarà il malessere che troverà il modo per farsi sentire. Troppo tardi e nel modo peggiore.




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