Costume & Società
PULP DONNA
In Italia i reati diminuiscono, ma gli omicidi di donne restano una costante. Non accennano a fermarsi. È il paradosso della sicurezza contemporanea: meno furti, meno rapine, meno violenze di strada… e più sangue dentro le mura di casa.
Un orrido pensiero che attraversa tutte le donne che conoscono bene la realtà della loro famiglia ma che in pochi sono capaci di contrastare. La statistica si assottiglia, il femminicidio no. È l’unico indicatore che non scende, non si piega, non si adegua alla narrazione del “va tutto bene”.
“Pulp Donna” nasce qui: nel punto esatto in cui la cronaca nera smette di essere eccezione e diventa routine. Un genere. Un format. Una serialità. Non è cinema, ma potrebbe esserlo. Non è fiction, ma la supera. È la realtà che si ripete con la stessa trama: una donna, un uomo che conosce, un epilogo già visto troppe volte.
PULP DONNA unisce due mondi: PULP richiama il crudo, il non filtrato e la protagonista di un corollario sempre più fitto e noir. Non è un’emergenza, ma un ricorrere cadenzato di un potere espresso con il delirio di onnipotenza che l’uomo, mostra più spesso, in piccole e grandi manifestazioni, verso una compagna, moglie, fidanzata, figlia, sorella…
Il tassello di una stessa geometria, che tutti conosco ma che nessuno è capace di fermare. A chiacchiere siamo dei persuasori nati, di qualcosa che immaginiamo nel modo giusto ma che alla fine, non viene mai realizzato come dovrebbe essere. Sogno e Realtà, rimangono sempre agli antipodi.-
In Italia, in Europa e nelle Americhe, la casa continua a essere il luogo più pericoloso: una donna su tre viene uccisa da chi diceva di amarla, e nel mondo 137 donne al giorno muoiono per mano di partner o familiari.
È il motivo per cui *Pulp Donna* non è solo un titolo e nemmeno una velata denuncia.




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