Costume & Società
ECONOMIA CAMALEONTICA: quando la borsa ride, la spesa, piange
L’economia camaleontica ha una caratteristica che la distingue da tutte le altre: cambia pelle ma mai obiettivo. Mentre la “borsa” festeggia trimestri scintillanti, che riempiono le tasche di sempre più milionari e miliardari, quella della spesa, si svuota e piange. I profitti non arrivano mai dove servirebbero ma dove non dovrebbero. Mia nonna diceva che “piangeva sempre sul latte versato” e cioè, verso chi ha capito che il prodotto più redditizio, è proprio quello che prospera, quando il resto va male.
Chi si arricchisce?
Non chi fa la fila al supermercato e nemmeno chi, paga mutui, affitti, bollette o chi vive di salari che inseguono l’inflazione, tanto per stare al passo ma è come un cane stanco che corre un auto in corsa.
I conglomerati industriali della difesa, le multinazionali tecnologiche, fornitori di servizi di sorveglianza, le società che producono componenti dual‑use, i fondi di investimento che cavalcano i rialzi del settore militare, tutto l’indotto che ruota attorno a sicurezza, cyber‑difesa, logistica bellica.
Un ecosistema che non conosce crisi: la sua curva sale quando tutte le altre scendono. Il picco, quando si accende una guerra. Come diventare ricchi senza sbagliare prodotto? E facile (si fa per dire) “individuando il giusto prodotto”: armi e dintorni. L’economia ha mille volti, ma uno in particolare non passa mai di moda: quello che si mimetizza, cambia pelle, si adatta al clima geopolitico e prospera proprio dove il resto del mondo si indigna. Questa è l’economia camaleontica, che non teme recessioni, pandemie, crisi energetiche o crolli di fiducia. Ogni stagione è buona per accendere un conflitto che produrrà ordini milionari.
Le spese militari crescono, i conflitti si moltiplicano, e l’industria della difesa — con il suo lessico anodino fatto di “sistemi”, “piattaforme”, “soluzioni integrate” — continua a macinare utili, a nostre spese. Non agisce, anticipa, al solo soffio dei venti di guerra. Se vuoi diventare ricco, investi in ciò che non smette mai di bruciare le vite degli altri. E’ un po’ come chi predica bene e razzola male, il paradosso è evidente: mentre governi e istituzioni predicano pace, il resto ci racconta altro. Sperare in un nuovo Ghandi, può essere già un’utopia, per la nostra società edonistica e pervasa dalla voglia di “esserci”, più che di “fare”.
- VIA
- nicdamiano




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